COSA NON E’ L’AMICIZIA
Oggi pensavo a un episodio che mi è capitato circa due anni fa. Un sabato mattina, svegliandomi, mi accorsi che ladri erano entrati in casa mettendo a soqquadro una stanza e portandosi via qualcosa. Niente di valore, certo, ma i documenti erano spariti tutti. Mi ritrovavo così in casa da solo – allora non ero ancora fidanzato – senza soldi, senza carta d’identità e senza bancomat. Come prima cosa bloccai tessere e cellulare e corsi a fare denuncia.
Ero piuttosto scosso, come è normale quando qualcuno ti entra in casa mentre dormi (probabilmente fui narcotizzato). In mattinata mandai un’email a tutti i miei contatti per raccontare dell’accaduto dicendo che se avessero avuto bisogno di me mi avrebbero dovuto cercare sul fisso, visto che anche il cellulare era stato rubato.
In breve. Alla mia email risposero due persone: I., che si offrì di venire a trovarmi, e T., il ragazzo che allora frequentavo, che venne a trovarmi e a farmi la spesa. Dagli altri amici, o presunti tali, vi fu il più completo silenzio. Non una telefonata per chiedermi come stessi (è normale essere scossi in questi casi, no?), non una persona che venne a trovarmi per il semplice piacere di stare con me.
Ma non è tanto questo a cui pensavo con dispiacere. Fu una risposta a quell’email a lasciarmi di stucco. L’amica che credevo tale, se non altro per una conoscenza decennale, con il suo solito stile infantile alla Hello Kitty mi rispose all’incirca con un “oh povero A., mi dispiace tanto. Bacini bacetti” più poche altre smancerie da email, salamelecchi virtuali che non ricordo più, ai quali ovviamente non fece seguito una sua concreta offerta di aiuto.
Pensavo a questo episodio di disgustosa finzione verbale – quella delle smancerie che abbondano virtualmente ma che non corrispondono ad alcun atteggiamento reale – perché mi trovavo poco fa a pensare se chiamare o meno questa amica per ricordarle della mia imminente festa di compleanno. Non ho voglia di usare smancerie per giustificare il fatto che non ci si vede mai: del resto è lei stessa a ricordarmi ad ogni occasione che ci sentiamo (ormai rarissime) che in fondo “abiti troppo lontano, che sbatti!” (da pronunciarsi con intonazione trendy-milanese). Per la cronaca, l’interminabile distanza è quella che separa corso Sempione da Lambrate.
Forse non c’è bisogno di chiudere definitivamente una relazione di amicizia come si fa con le storie d’amore. Ma di certo è d’obbligo capire cosa non è una relazione d’amicizia.