VICOLO DESOLAZIONE
Il quartiere deserto d’agosto è uno spettacolo emozionante e la gente che lo abita ancora di più. Non invento niente di originale, se lo racconto così.
Andreas il vagabondo sta facendo le parole crociate
alla finestra, senza luce. Usa una lente d’ingrandimento
per distinguere il bianco dal nero,
la vita degli altri dalla sua morte.
è la quarta volta oggi e ogni volta è una tortura vederla passare.
Ha una stampella e lo sguardo torvo,
in casa il marito è morto da tre mesi ma lei continua a preparargli la spremuta.
Sotto la scala, dondolante accanto a un sacco d’immondizia,
c’è Augusto Pinochet che beve whisky e Coca-Cola.
Grasso e balbettante, parla di amori e funzioni corporee.
Dalla finestra vedo loro e tutti gli altri:
parlano lingue diverse, si confondono nel buio e scompaiono nel pensiero
lungo il marciapiede invisibile che finisce improvvisamente
in fondo a vicolo Desolazione.
