martedì, 05 febbraio 2008

METAMORPHOSES

Stamattina l’aria è più pesante del solito, dentro la tana buia. Umida e calda, è intrisa di uno strano odore difficile da descrivere. Non è una puzza, no, ma non è nemmeno piacevole da respirare. Ti si attacca alle narici e te la porti dietro tutto il giorno.

Come sempre GregorConOcchiali si alza presto e pesantemente si trascina lungo il corridoio verso il bagno. Non vede nulla, ma i suoi passi sono come guidati. Sente un tonfo sordo e un dolore intenso sale lungo il suo corpo: è inciampato contro un mobile, ma non dice nulla. Non può sopportare il sibilo assordante che poco per volta ha preso il posto della sua voce.

Sono due anni che è così, Gregor, ma non ci si è ancora abituato. A dire il vero non ha nemmeno mai capito cosa gli sia successo esattamente e cosa lo abbia portato a rinchiudersi dentro la tana. Sa solo che tutto è iniziato quella mattina quando svegliandosi si ritrovò così come lo vedete ora. Inspiegabilmente. Da allora ha iniziato a lavorare da casa e ad uscire solo quando scende la notte. Il buio dentro e fuori la tana, quell’umidità che lo rode dentro, quella disperazione sorda e ora anche muta: da quel giorno anche la sua salute ha iniziato a risentirne.

GregorConOcchiali si muove verso lo specchio. Ha imparato a vedersi senza luce e, almeno in parte, a sopportare la sua immagine. Antenne lunghe e nere si allungano dalla testa ovale, raggiungono lo specchio e quasi sembrano solleticarlo. Ha imparato a capire che ogni sua espressione le fa muovere oscenamente verso l’alto e verso il basso, ora lentamente ora velocemente. Una mascella secca, magra, cascante allunga il volto e lo rende simile a una maschera africana, pesantemente adagiata su una testa molle e gelatinosa. Adesso dovrebbe lavarsi. La mattina, infatti, un liquido denso cola immancabilmente da sotto la dura corazza che riveste la fronte, là dove una volta c’erano le sopracciglia brune. Ci sono mattine che proprio non ce la fa a vincere il ribrezzo che quei liquidi impastati gli procurano quando, premuti contro la corazza, emettono uno strano rumore, come uno squittio sordo... […]

postato da: moroconocchiali alle ore 15:05 | Permalink | commenti (1)
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