Vorrei riuscire ad abbracciare i miei genitori e ringraziarli, per tutto. Ma non ne ho il coraggio: non ci sono più abituato. Gli anni, l’età, rendono tutto difficile, imbarazzante. Non vorrei pentirmi un giorno di non averli più abbracciati, superata l’adolescenza.
Vorrei ringraziare D. che nel bene e nel male mi è stato vicino negli ultimi tre anni. Grazie per avermi capito – anche oltre il dovuto – e seguito. Ora non sei più la stessa persona: gli anni cambiano anche i connotati dell’anima.
Vorrei ringraziare P. a cui ho fatto male, recentemente. Mi hai voluto bene, lo so, e non è in te che devi cercare l’errore.
Vorrei dire a chi mi sopporta nei miei cambiamenti di umore, a chi mi sta ad ascoltare nonostante tutto, che per me essere ascoltato è più importante della vita stessa. Grazie.
Vorrei ringraziare chi crede in me, chi ci ha creduto e chi credendoci è rimasto deluso. Perché anche questo succede, con me e con chiunque.
Vorrei dire grazie a chi mi ha lasciato per sempre, perché nessuno è per sempre. Vorrei che fossero tutti lì a guardarmi e ad ascoltarmi, anche ora.
Vorrei che la notte non arrivasse così presto, vorrei rimanere giovane per sempre, vorrei vivere per sempre e che chi mi ama non morisse mai. Vorrei non conoscere la solitudine.
Vorrei avere più persone intorno a me perché avrei ancora tante cose da raccontare, ma chiuso in una stanza vuota non si parla con nessuno.
Vorrei una presenza accanto a me, oltre i sensi, oltre il corpo, oltre il sesso. Vorrei un Amico perché non so stancarmi di dire grazie.
Vorrei qualcuno ora, qui, subito perché sto piangendo da solo.
